Piano del parto: come farlo e un esempio pronto
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Il piano del parto è un documento semplice in cui scrivi in anticipo come immagini il travaglio e la nascita di tuo figlio: chi vuoi accanto, come vorresti gestire il dolore, che cosa preferisci per il neonato subito dopo. Non è un contratto e non garantisce che tutto vada come scritto, ma è uno strumento concreto per comunicare le tue preferenze all’équipe e per arrivare al momento più preparata.
In questa guida trovi che cos’è, come compilarlo passo per passo, un esempio completo pronto da copiare e le cose da tenere a mente. Il modello segue le aree suggerite dal NHS britannico e le raccomandazioni dell’OMS per un’esperienza di parto positiva; per il contesto italiano fai riferimento anche al Ministero della Salute.
Cos’è il piano del parto e a cosa serve
Il piano del parto è una scheda di preferenze, non un elenco di pretese. Serve a far sapere all’ostetrica e ai medici che cosa conta per te, così da rispettare la tua fisiologia e le tue scelte quando la situazione lo consente. Le raccomandazioni dell’OMS sul parto valorizzano il rispetto delle preferenze della donna e l’evitare interventi non necessari quando tutto procede bene.
È utile perché in travaglio è difficile spiegare tutto: con un foglio scritto, chi ti assiste sa già che cosa preferisci per il contatto pelle a pelle, il taglio del cordone o l’eventuale epidurale. Ricorda però che il piano può cambiare se la sicurezza di mamma o bambino richiede scelte diverse: è una guida, non un vincolo.
Scrivere il piano ha anche un secondo effetto, spesso sottovalutato: ti costringe a informarti su quello che offre la tua struttura. È il momento in cui scopri se c’è una vasca per il travaglio, se l’epidurale è disponibile a ogni ora, se il partner può restare in sala. Sono domande che conviene fare prima del termine, non durante le contrazioni.
Quando prepararlo
Il momento migliore è il terzo trimestre, in genere tra la 30ª e la 34ª settimana, dopo aver seguito il corso di accompagnamento alla nascita o parlato con l’ostetrica. È in questi incontri che capisci davvero che cosa offre la struttura: sala con vasca, possibilità di epidurale, presenza del partner. Per orientarti sul periodo, puoi aiutarti con la tabella delle settimane di gravidanza.
Non rimandare troppo: solo una piccola parte dei parti avviene alla data esatta, quindi è inutile aspettare l’ultimo controllo per iniziare a pensarci. Preparare la bozza intorno alla 30ª-32ª settimana ti lascia il tempo di discuterla con calma e di aggiustarla prima della scadenza.
Il piano va poi consegnato al reparto e discusso con l’équipe, non tenuto in borsa fino all’ultimo. Se hai dubbi su ciò che è disponibile, chiedi prima: così eviterai di scrivere richieste che la tua struttura non può garantire.

Cosa scrivere nel piano del parto
Puoi organizzare il piano in quattro blocchi: travaglio, parto, primi momenti con il neonato e allattamento. In ogni blocco annota le tue preferenze e, dove possibile, una seconda scelta nel caso la prima non sia praticabile.
Un consiglio di metodo: usa frasi brevi e concrete, al presente, del tipo “preferisco”, “gradisco”, “vorrei essere informata”. Evita gli imperativi e le richieste rigide: l’équipe collabora più volentieri con chi esprime desideri, non ordini.
Travaglio
Indica chi vuoi accanto (partner, familiare, doula), se desideri muoverti e cambiare posizione, se vuoi usare la vasca o la doccia, se preferisci luci soffuse, silenzio o la tua musica. Puoi annotare anche la posizione in cui ti senti più a tuo agio e se accetti la presenza di studenti o osservatori.
Specifica come vorresti gestire il monitoraggio del battito: molte donne chiedono che il cardiotocografo sia intermittente, se la situazione lo permette. Se temi il dolore, scrivi se sei aperta all’epidurale o se preferisci provare prima con metodi non farmacologici, come il respiro, il movimento o il massaggio.
Parto
Indica se preferisci spingere quando senti lo stimolo, se vuoi provare posizioni alternative al lettino e se accetti l’episiotomia solo se necessaria. Puoi precisare anche come vorresti gestire l’eventuale cesareo, incluso chi vuoi accanto e se desideri il contatto pelle a pelle anche in sala operatoria.
Se ti sta a cuore, specifica la tua preferenza sul taglio del cordone: molti reparti oggi aspettano almeno un minuto prima di clampare, per favorire il passaggio di sangue e ferro al neonato. Puoi chiedere che il bambino ti sia appoggiato sul petto prima dei controlli di routine.
Primi momenti con il neonato
Puoi chiedere il contatto pelle a pelle immediato e il rooming-in, cioè il neonato nella tua stanza giorno e notte. Indica se accetti la vitamina K, lo screening neonatale e le vaccinazioni previste, e se vuoi essere informata prima di ogni procedura che riguarda il bambino.
Anche il bagnetto è un punto che puoi inserire: alcuni genitori preferiscono rimandarlo e restare pelle a pelle nelle prime ore. Scrivi anche se desideri che il partner possa tenere il neonato a contatto con la pelle, nel caso in cui tu non fossi disponibile.
Allattamento e post-parto
Specifica se vuoi allattare al seno, con formula o in modo misto, e se desideri il supporto di una consulente in allattamento. Puoi annotare preferenze sul piano alimentare, sulla gestione del dolore dopo il parto e sulle pratiche che non desideri.
Ricorda che le prime poppate servono anche a favorire le contrazioni dell’utero e a ridurre il sanguinamento: se vuoi allattare, chiedi che il neonato ti sia messo al seno entro la prima ora, se le condizioni lo permettono. Se invece scegli la formula, hai diritto al medesimo rispetto e allo stesso supporto.
Come discuterlo con l’ostetrica e al corso pre-parto
Il corso di accompagnamento alla nascita è il posto giusto per tirare fuori i dubbi. Porta il piano già abbozzato e chiedi all’ostetrica di commentarlo voce per voce: ti dirà che cosa è realistico nella tua struttura e che cosa conviene riformulare.
Approfitta anche dei controlli del terzo trimestre per far leggere il piano all’ostetrica di riferimento: se condivide le tue scelte, sarà più semplice farle rispettare in sala parto. Se qualcosa non è possibile, è meglio saperlo prima che il giorno stesso.
Una frase utile da tenere nel piano è questa: “in caso di urgenza, spiegatemi che cosa sta succedendo”. Non cambia il corso degli eventi, ma riduce l’ansia e ti permette di essere partecipe delle decisioni, anche quando il piano iniziale va modificato.
A chi consegnarlo e quando
Consegna il piano all’ostetrica di riferimento e al reparto dove partorirai, durante i controlli del terzo trimestre o al corso pre-parto. Tienine una copia anche in borsa, insieme ai documenti: puoi portarla con te quando arrivi in ospedale. Se hai già preparato la borsa per l’ospedale, mettila in una busta trasparente con i documenti.
Se partorirai in una struttura diversa da quella seguita in gravidanza, informati su regole e disponibilità: il punto nascita di Napoli che hai scelto può avere indicazioni proprie su accesso, cambi e pratiche. In questo caso conviene consegnare il piano già al momento del ricovero.
Una buona idea è allegare al piano una scheda con i tuoi dati essenziali: gruppo sanguigno, allergie, terapie in corso e un contatto dell’accompagnatore. Così l’équipe ha tutto sotto mano, senza doverti chiedere nulla durante le contrazioni.

Esempio pronto di piano del parto
Copia questo schema e adattalo alla tua situazione: è un modello di partenza, non un documento rigido. Consegnalo all’ostetrica e tienine una copia in borsa.
PIANO DEL PARTO
Nome e cognome: __________ · Data presunta del parto: __________ · Struttura: __________ · Ostetrica di riferimento: __________ · Gruppo sanguigno: ____ · Allergie: __________ · Terapie in corso: __________
Accompagnatore. Vorrei essere accompagnata da: __________ (relazione: __________) · Telefono in caso di bisogno: __________ · In caso di cesareo vorrei accanto: __________
Travaglio. Preferisco: muovermi liberamente / restare a letto / usare la vasca o la doccia / altro. Gradisco luci soffuse e la mia musica: sì / no. Accetto studenti in sala: sì / no. Monitoraggio del battito: intermittente se possibile / continuo. Per il dolore: respiro e movimento / massaggio / epidurale / voglio decidere sul momento.
Parto. Preferisco spingere seguendo lo stimolo: sì / no. Posizione preferita: __________. Episiotomia: solo se necessaria. Taglio del cordone: dopo almeno un minuto / decidano i medici. Pelle a pelle immediato: sì / no.
Neonato. Contatto pelle a pelle immediato: sì / no. Rooming-in: sì / no. Vitamina K e screening: sì / no. Vorrei essere informata prima di ogni procedura: sì / no. Bagnetto rimandato: sì / no.
Allattamento. Allattamento al seno / formula / misto. Vorrei supporto per l’allattamento: sì / no. Prima poppata entro la prima ora, se possibile: sì / no. Altre preferenze: __________.
In caso di imprevisti. Vorrei che mi spiegaste che cosa sta succedendo e perché. Persone che autorizzo a ricevere informazioni: __________.
Firma: __________ · Data: __________
Le richieste che non si possono garantire
Il piano del parto non può prevedere un taglio cesareo su richiesta né imporre scelte che mettano a rischio mamma o bambino. In caso di urgenza, l’équipe può dover cambiare programma in pochi minuti: la priorità è sempre la sicurezza di entrambi.
Per questo conviene scrivere le preferenze come desideri e non come obblighi, e prevedere un’alternativa per ogni punto. Discutere il piano con l’ostetrica prima del termine aiuta a ridurre fraintendimenti e a sapere in anticipo che cosa è realisticamente possibile nella tua struttura.
Piano del parto e parto cesareo
Anche se speri in un parto spontaneo, puoi prevedere nel piano che cosa vorresti in caso di cesareo. Molte strutture oggi permettono il contatto pelle a pelle in sala operatoria e l’allattamento precoce, se le condizioni di mamma e neonato lo consentono.
Se il cesareo è programmato, il piano diventa ancora più utile: puoi chiedere chi entra in sala con te, se vuoi vedere il neonato subito e se desideri essere informata passo per passo. Le disponibilità variano da struttura a struttura: verificale con il reparto prima del ricovero.
Il ruolo dell’accompagnatore
L’accompagnatore non è un semplice spettatore: può aiutarti a respirare, a cambiare posizione e a chiedere informazioni quando tu sei concentrata sulle contrazioni. Nel piano puoi indicare chi è e che cosa vorresti facesse.
Se prevedi più di una persona, chiarisci chi ha la priorità in sala: molte strutture ammettono un solo accompagnatore in travaglio, con regole diverse per il cesareo. Informati prima e scrivi un’alternativa, per evitare brusche sorprese il giorno stesso.
Piano del parto in casa o in casa di nascita
Se hai scelto il parto a domicilio o in una casa di nascita, il piano resta utile e anzi diventa centrale: viene discusso in anticipo con l’ostetrica che ti assisterà e adattato allo spazio di casa. In questo contesto puoi decidere con più libertà posizioni, ambiente e tempi.
Anche qui resta valida la regola dell’alternativa pronta: se durante il travaglio emerge la necessità di trasferirsi in ospedale, devi sapere prima a quale struttura andrai, chi chiamare e che cosa portare. Inserisci nel piano il numero del punto nascita di riferimento e il tragitto previsto.
Errori da evitare quando scrivi il piano
Il primo errore è scriverlo troppo tardi, magari a termine già superato: senza tempo per discuterlo con l’ostetrica, resta un foglio che nessuno ha letto. Il secondo è farlo troppo lungo e rigido, pieno di divieti: così diventa difficile da applicare e rischia di essere accantonato.
Il terzo errore è non prevedere i piani B: se indichi solo la tua scelta ideale e non l’alternativa, ti trovi impreparata al primo imprevisto. Scrivi sempre “se non è possibile, preferirei…”.
Infine, evita di copiare un modello trovato online senza adattarlo: ciò che è disponibile in una clinica può non esserlo nella tua. Parti dallo schema, ma personalizza ogni voce e verifica con il reparto.
Quando rivolgersi al medico o all’ostetrica
Il piano del parto riguarda un evento fisiologico, ma ci sono situazioni in cui non si aspetta il prossimo controllo. Contatta subito l’ostetrica o vai in ospedale se noti: perdite di liquido, sanguinamento vaginale, contrazioni regolari prima del termine, dolore forte e continuo alla pancia, riduzione dei movimenti del bambino, febbre oppure mal di testa intenso con vista offuscata.
Queste indicazioni non sostituiscono il parere dell’équipe: se hai un dubbio, chiama il punto nascita e spiega che cosa senti. Meglio una telefonata in più che arrivare troppo tardi.
Domande frequenti sul piano del parto
Il piano del parto è obbligatorio?
No, è facoltativo. Serve a te e all’équipe per comunicare le tue preferenze, ma non è un documento richiesto per partorire e nessuno può importelo.
A chi va consegnato?
All’ostetrica di riferimento e al reparto dove partorirai, durante i controlli del terzo trimestre o al corso pre-parto. Tienine una copia anche in borsa, pronta per il ricovero.
Che cosa succede se l’ospedale non rispetta il piano?
Il piano non è vincolante: se qualcosa cambia, il personale deve spiegarti il motivo. Puoi chiedere chiarimenti in ogni momento e far annotare le tue preferenze nella cartella.
Posso indicare l’epidurale?
Sì, ma va verificata la disponibilità del servizio di anestesia 24 ore su 24 nella tua struttura: chiedilo prima di scrivere il piano, così sai già che cosa aspettarti.
Serve anche per il parto in casa o in casa di nascita?
Sì, ed è ancora più utile: in questi contesti il piano viene discusso in anticipo con l’ostetrica che ti assisterà e adattato all’ambiente in cui partorirai.
Checklist: che cosa verificare con il punto nascita
Prima di scrivere il piano, fai queste domande al reparto e all’ostetrica: le risposte ti dicono quali preferenze sono realistiche nella tua struttura. Annota tutto in una pagina, da tenere insieme al piano, così hai sottomano le informazioni giuste quando compili l’esempio qui sopra, evitando di scrivere richieste che non potranno essere soddisfatte.
- Epidurale: il servizio di anestesia è attivo 24 ore su 24?
- Vasca e doccia: sono disponibili in sala travaglio e serve prenotazione?
- Accompagnatore: quante persone sono ammesse in travaglio e in caso di cesareo?
- Monitoraggio: è possibile il cardiotocografo intermittente se tutto procede bene?
- Taglio del cordone: si aspetta almeno un minuto prima di clampare?
- Pelle a pelle e rooming-in: sono la prassi o vanno richiesti esplicitamente?
- Corredino e materiale: il reparto fornisce qualcosa o devi portare tutto da casa?
- Cesareo: con chi puoi entrare e puoi avere il neonato a contatto con la pelle?
Se una risposta è negativa, non è un problema: significa che quella preferenza non va messa nel piano come richiesta principale, ma indicata come alternativa. Sapere prima che cosa è possibile evita frustrazioni e fraintendimenti il giorno del parto.
Per approfondire
Se stai preparando il piano e vuoi rinfrescare altri punti del percorso, queste guide di Napolike possono aiutarti: il test di gravidanza, i sintomi di gravidanza mese per mese, i farmaci in gravidanza e la curva glicemica in gravidanza per i nove mesi; poi la cacca del neonato, le coliche del neonato e i lavaggi nasali nel neonato per le prime settimane dopo il parto.
Articolo informativo, non sostituisce il parere di medico, ostetrica o pediatra. Le disponibilità (epidurale, vasca, rooming-in) variano da struttura a struttura: verifica con il punto nascita dove partorirai.
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