Perché in Italia si fa il cambio dell’ora due volte l’anno?
Immagine realizzata con IA
Due volte l’anno, a marzo e a ottobre, gli orologi si spostano di un’ora. Ma perché in Italia si fa ancora il cambio dell’ora? La risposta affonda le radici in più di un secolo di storia, tra esigenze energetiche e un dibattito mai davvero chiuso.
Le origini, dal 1916 alla legge del 1966
In Italia l’ora legale comparve come misura di guerra nel 1916 e fu poi usata dal 1940 al 1942. Fu infine adottata definitivamente per legge nel 1966. Da allora, con poche eccezioni, l’orologio si sposta due volte l’anno.
Perché si sposta l’ora
L’obiettivo originario era ridurre i consumi di energia elettrica: con un’ora in più di luce la sera si usava meno l’illuminazione artificiale. Con il tempo, però, il contesto è cambiato: le luci a basso consumo hanno ridotto il peso dell’illuminazione, mentre pesano di più i consumi legati al clima estivo e al riscaldamento elettrico.
Il dibattito in Europa
Nel 2018 la Commissione Europea lanciò una consultazione pubblica a cui parteciparono 4,6 milioni di cittadini: l’84% si disse favorevole all’abolizione del cambio d’ora. Nel 2019 il Parlamento Europeo approvò una proposta di direttiva per lasciare ai singoli Stati la scelta tra ora legale e solare permanente, ma il processo si è poi arenato tra pandemia e divergenze tra i Paesi.
Cosa dice il Parlamento italiano
Anche in Italia il tema è tornato al centro: un’indagine conoscitiva della Camera è stata approvata all’unanimità in Commissione attività produttive, segnale di un’intesa sul superamento del doppio cambio annuale. Il deputato Andrea Barabotti (Lega), promotore dell’indagine, sottolinea i benefici per la salute, i consumi e l’economia.
Per ripercorrere storia e motivazioni dell’ora legale c’è l’approfondimento su quando si cambia l’ora e perché.
Domande frequenti sul cambio dell’ora
Perché si cambia l’ora due volte l’anno
Per una ragione storica di risparmio energetico, legata al minore uso dell’illuminazione artificiale nelle sere più lunghe.
Da quando esiste in Italia
La prima applicazione risale al 1916, poi si tornò a usarla dal 1940 al 1942; l’adozione stabile arrivò con la legge del 1966.
Il cambio d’ora è stato abolito
No, è ancora in vigore. In Europa si discute di abolirlo o di scegliere un orario unico, ma non c’è ancora una decisione.
Cosa vogliono i cittadini
Nella consultazione europea del 2018 l’84% dei 4,6 milioni di partecipanti si espresse per l’abolizione del cambio stagionale.
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