10 cose da vedere a Ercolano e Torre del Greco
Immagine realizzata con IA
Ercolano e Torre del Greco stanno sulla stessa linea della Circumvesuviana, a circa 5 chilometri l’una dall’altra. In mezzo ci sono una città romana sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. e la capitale del corallo.
In questa guida trovi 10 cose da vedere: cinque a Ercolano e cinque a Torre del Greco, con orari e prezzi verificati a settembre 2026. Ogni tappa ha un consiglio pratico e un link a un approfondimento.
Le cose da vedere a Ercolano
1. Gli scavi e il Parco Archeologico di Ercolano
L’antica Herculaneum è sepolta sotto materiale vulcanico che ha conservato case a più piani, mosaici, botteghe e arredi in legno. L’ingresso principale è in Corso Resina 187, vicino alla stazione Ercolano Scavi.
Nel percorso non perdete la Casa del Rilievo di Telefo e le Terme Suburbane. Il quadro completo è nella guida a Ercolano.
Accanto all’area archeologica c’è la Villa dei Papiri, la dimora extraurbana legata alla biblioteca carbonizzata, e il Padiglione della Barca, che custodisce l’imbarcazione romana ritrovata sull’antica spiaggia.
Orari: dal 16 marzo al 14 ottobre il sito apre 8:30-19:30, ultimo ingresso alle 18:00. Dal 15 ottobre al 15 marzo chiude alle 17:00 con ultimo ingresso alle 15:30.
Biglietto intero 16 euro, ridotto 2 euro tra i 18 e i 25 anni. Il parco resta chiuso il 1 gennaio e il 25 dicembre.
Ingresso gratuito la prima domenica del mese e nelle date del 25 aprile, 2 giugno e 4 novembre, con ticket ritirato in biglietteria.
Consiglio pratico: entrate tra le 8:30 e le 10:00, quando le domus sono semi-vuote. Prenotate online e usate il parcheggio di via dei Papiri Ercolanesi.
2. Il Miglio d’Oro, Villa Campolieto e Villa Favorita
Il Miglio d’Oro è il tratto di Corso Resina dove l’aristocrazia borbonica costruì le ville di delizia nel Settecento. L’elenco completo è nella guida alle Ville Vesuviane.
Il censimento dell’Ente Ville Vesuviane conta 122 edifici tra Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano e Torre del Greco. Molte sono private, altre aprono a rotazione.
La più celebre è Villa Campolieto, al civico 283: progetto di Mario Gioffredo portato a termine da Luigi Vanvitelli e dal figlio Carlo per il principe Luzio De Sangro.
Poco distante si incontra Villa Favorita, un’altra residenza vesuviana dello stesso asse viario, oggi utilizzata per eventi e ricevimenti. Si visita in genere dall’esterno, lungo la statale.
Apertura di Villa Campolieto: martedì-venerdì 10-18, sabato e domenica 10-13. Ingresso libero a giardino e colonnato, a pagamento la visita agli interni curata dalla Fondazione.
Consiglio pratico: la luce migliore sul colonnato arriva dopo le 17:00. In estate il Festival delle Ville Vesuviane propone spettacoli nelle dimore a partire da 5 euro.
3. Il MAV, Museo Archeologico Virtuale
Il MAV sta a due passi dagli scavi e racconta Ercolano e Pompei senza vetrine: ologrammi, ricostruzioni 3D e postazioni interattive. Orari e biglietti sono nella scheda del MAV.
La visita dura circa un’ora e si incastra bene nella stessa giornata degli scavi, con i quali è spesso abbinata in biglietti integrati. Tariffe e aperture cambiano con le stagioni.
Sorge nel cuore di Ercolano, vicino al mercato di Resina e al Miglio d’Oro: è la tappa giusta per chi viaggia con bambini o vuole capire la città romana prima di entrarci.
Consiglio pratico: fatelo la mattina intorno alle 9:30 e riservate il pomeriggio all’area archeologica, quando il sole cala e i gruppi organizzati sono già ripartiti.
4. Il mercato di Resina e la basilica di Santa Maria a Pugliano
Il mercato di Resina, tra le viuzze di via Pugliano, è il regno del vintage e dell’abbigliamento usato. Le bancarelle lavorano tutti i giorni, in genere dalle 8:00 alle 13:30, domenica compresa.
Ercolano si è chiamata Resina fino al 1969 e il mercato è considerato uno dei più grandi del Centro-Sud per usato, abbigliamento militare e abiti d’epoca.
Sulla piazza si affaccia la basilica di Santa Maria a Pugliano, fondata nell’XI secolo: è la chiesa più antica di Ercolano e dell’area vesuviana e custodisce la statua della Madonna di Pugliano.
Consiglio pratico: arrivate tra le 8:00 e le 9:00 per girare tra i banchi senza calca. Lasciate l’auto al parcheggio di via dei Papiri e salite a piedi.
5. Il Reale Osservatorio Vesuviano
Chi vuole capire il vulcano parte dal Parco Nazionale del Vesuvio. Sul crinale che sovrasta Ercolano, in via Osservatorio 14, c’è il Reale Osservatorio Vesuviano.
Fondato nel 1841 per volontà dei Borbone, è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo. Oggi è una sede dell’INGV e conserva strumenti, carte e registri storici.
La collezione racconta chi ha studiato il Vesuvio dal XIX secolo a oggi. Dalla terrazza la vista abbraccia il golfo di Napoli, la penisola sorrentina e la costa vesuviana.
Le visite sono gratuite ma solo su prenotazione obbligatoria, negli orari infrasettimanali indicati dall’INGV e aggiornati sul sito dell’Osservatorio.
Consiglio pratico: prenotate con qualche giorno di anticipo e salite in auto: il trasporto pubblico non arriva fino al piazzale dell’Osservatorio Vesuviano e la strada è stretta.
Le cose da vedere a Torre del Greco
6. La basilica di Santa Croce e il campanile del 1794
Il giro di Torre del Greco parte da piazza Santa Croce, dove si affaccia la basilica di Santa Croce. La chiesa attuale, in stile neoclassico, è stata ricostruita dopo l’eruzione del 1794.
Dell’edificio più antico sopravvive il campanile barocco, in parte inglobato dal materiale vulcanico. Il dislivello racconta la Torre del Greco ricostruita dopo il 1794.
La facciata è preceduta da un’ampia scalinata con le statue di San Gennaro e Sant’Elena. L’interno è a croce latina e conserva dipinti, statuette e gli argenti di Santa Croce.
L’indirizzo è piazza Santa Croce 1, a pochi minuti dalla stazione della Circumvesuviana. La basilica è visitabile negli orari delle funzioni religiose.
Consiglio pratico: entrate tra le 9:00 e le 12:00. Coprite spalle e ginocchia: è un luogo di culto attivo, non un museo, e il silenzio è richiesto.
7. Il Museo del Corallo
Il Museo del Corallo ha sede nell’ex convento dei Carmelitani di piazza Luigi Palomba 6, oggi Istituto d’Istruzione Superiore Francesco Degni. Nacque negli anni Trenta del Novecento.
La collezione raccoglie sculture in corallo, cammei e pezzi di fine Settecento, con opere dei maestri locali e manufatti in conchiglia cyprea. Documenta anche le fasi di lavorazione del materiale.
L’ingresso è gratuito, ma è richiesta la prenotazione: gli orari seguono quelli dell’istituto scolastico che lo ospita. In occasione di eventi cittadini il museo apre con visite guidate.
Consiglio pratico: scrivete o telefonate prima di programmare la tappa e chiedete se è prevista una dimostrazione di lavorazione: vale l’intera visita.
8. Le botteghe di corallo e cammei del centro storico
Il cuore produttivo della città batte tra Corso Avezzana, via Vittorio Veneto e le traverse del centro storico. Una mappa delle botteghe è in coralli e cammei di Torre del Greco.
Qui si lavorano corallo e cammei da generazioni, con insegne storiche come Aucella, Ascione, Apa 1848 e Falanga Coralli.
I negozi affidabili espongono il sigillo Made in Torre del Greco e aderiscono ad Assocoral, il consorzio che tutela la produzione locale e il marchio collettivo.
Prima di comprare controllate le venature del corallo con una lente e chiedete lo scontrino con la descrizione del materiale e la certificazione di origine. Per gli acquisti online verificate i resi.
Consiglio pratico: andate tra le 10:00 e le 12:30, quando i maestri sono al banco di lavoro e potete vedere un cammeo nascere dal guscio di sardonica.
9. Villa delle Ginestre e l’ultimo Leopardi
Sulle pendici del vulcano raccontate nella guida al sentiero del Gran Cono, in via Villa delle Ginestre 19, c’è la dimora settecentesca di Giuseppe Simioli.
La villa ospita la Stanza del poeta Leopardi, con l’arredo originale restaurato e disposto come lo vide il poeta. Giacomo Leopardi soggiornò qui tra il 1836 e il 1837.
In questi ambienti scrisse “La Ginestra”, il canto che chiude la sua opera. La villa fa parte delle Ville Vesuviane del Miglio d’Oro e dal 1997 ha funzione museale.
Per lavori di restauro è rimasta chiusa fino al 30 giugno 2026. Orari e biglietti, in passato intorno ai 5 euro, vanno verificati sui canali dell’Ente Ville Vesuviane.
Consiglio pratico: senza auto si arriva in Circumvesuviana a Torre del Greco e poi con un tragitto breve in taxi o a piedi lungo la salita verso i Camaldoli.
10. Il lungomare di via Litoranea e gli ipogei del centro storico
Chi visita Torre del Greco in estate finisce su via Litoranea, il lungomare della città: stabilimenti balneari, tratti di spiaggia libera, locali e spettacoli dal vivo.
La panoramica sulle spiagge della zona è nella guida alle spiagge di Napoli e provincia, tra lidi attrezzati e calette.
Verso Ercolano e Portici compaiono calette più tranquille, raggiungibili a piedi o in bici lungo la costa. Nel centro storico si scende invece sotto il livello della lava del 1794.
La chiesa di San Michele Arcangelo, in via Diego Colamarino 50, conserva l’ipogeo delle “capuzzelle”, il culto popolare delle anime del purgatorio, con gli altari e i teschi votivi.
Lo stesso itinerario tocca la chiesa di Santa Maria del Principio e il Monastero degli Zoccolanti, l’unico monumento rinascimentale della zona, con gli affreschi in parte restaurati.
Consiglio pratico: i bagni migliori sono al mattino presto, con acqua calma e meno folla. Per gli ipogei chiedete l’orario in parrocchia, perché cambia con le funzioni.
Come organizzare la visita
Ercolano e Torre del Greco si coprono in una giornata piena, meglio però distribuendole su due mezze giornate: scavi e Miglio d’Oro la mattina, corallo e centro storico di Torre del Greco il pomeriggio.
Le due città sono sulla stessa linea della Circumvesuviana, direzione Poggiomarino o Sorrento, con fermate a Ercolano Scavi, Ercolano Miglio d’Oro e Torre del Greco.
Da Napoli il treno impiega circa 15 minuti fino a Ercolano Scavi: itinerari e costi sono nella guida su come arrivare a Pompei e Ercolano.
Se aggiungete il Vesuvio, dalla stazione di Ercolano parte il bus Vesuvio Express verso l’ingresso del sentiero del Gran Cono, per circa 6 euro andata e ritorno.
Il biglietto del sentiero costa 11,68 euro intero e 9,55 euro ridotto, si compra solo online e gli ingressi sono contingentati: prenotate con giorni di anticipo.
In auto la SS18 collega i due comuni lungo il mare. Per gli scavi conviene il parcheggio di via dei Papiri Ercolanesi, per il vulcano la strada è a tornanti e i posteggi sono a pagamento.
Per il pranzo ci sono due strade: pizzerie e friggitorie nel centro di Ercolano e ristoranti di pesce sul lungomare, come quelli della guida ai ristoranti con vista mare.
Chi vuole portare a casa un prodotto tipico può puntare sul pomodorino del Piennolo, tra i simboli della zona vesuviana: dove comprarlo.
FAQ
Quanto costa il biglietto degli scavi di Ercolano?
Intero 16 euro, ridotto 2 euro tra i 18 e i 25 anni. Gratis la prima domenica del mese e nelle date del 25 aprile, 2 giugno e 4 novembre, con ticket ritirato in biglietteria.
Come si arriva a Ercolano e Torre del Greco da Napoli?
Con la Circumvesuviana da piazza Garibaldi: circa 15 minuti fino a Ercolano Scavi e pochi minuti in più per Torre del Greco. In auto si segue la SS18 lungo la costa.
Serve la prenotazione per il Museo del Corallo?
Sì. L’ingresso è gratuito ma solo su prenotazione, negli orari dell’istituto Francesco Degni che ospita la collezione. Meglio contattare la scuola o il Comune prima.
Qual è il periodo migliore per visitare Ercolano e Torre del Greco?
Primavera e inizio autunno, con temperature miti e giornate lunghe. Attenzione agli orari: dal 15 ottobre gli scavi chiudono alle 17:00, ultimo ingresso alle 15:30.
Villa delle Ginestre è aperta alle visite?
La villa è rimasta chiusa per restauro fino al 30 giugno 2026. Prima di partire verificate aperture e biglietti sui canali dell’Ente Ville Vesuviane, perché il calendario può cambiare.
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